Vacanze romane

Luglio 2014, Roma.  Non ero mai stata nella Capitale fino a quell’estate. Un viaggio meraviglioso, tantissimo caldo e bellissimi ricordi! Il ricordo più bello che ho è quello di quando scesi per la scalinata che dà su Piazza di Spagna.

I colori non mancano mai

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C’erano tantissimi pittori che
esponevano le proprie opere nello slargo al di sopra della scalinata. Se avessi potuto li avrei acquistati tutti!💲 Colori vivaci, dipinti che sprizzavano luce in ogni centimetro di tela. I paesaggi che i pittori avevano ritratto erano molto suggestivi e, per chi ancora non conosceva Roma, anche un bel biglietto di benvenuto.🎨

A proposito!

www.tesoridiroma.net

è un’interessantissima pagina web che racconta la storia dei tesori di Roma, da visitare assolutamente!

Er meglio è er Colosseo

« Finché esisterà il Colosseo, esisterà anche Roma;
quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma;
quando cadrà Roma, cadrà anche il mondo. »

Profezia di Beda il Venerabile, VIII secolo.

Il secondo giorno della mia vacanza romana il bus ci fece scendere davanti al Colosseo.

(Mentre aspettavo in coda, guardando in su e vedendo l’impotenza del Colosseo, venivano quasi le vertigini!)

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Un pizzico di storia…

Conosciuto i origine come “Amphitheatrum Flavium” o “Anfiteatro Flavio”, esso è l’anfiteatro più grande del mondo. Il Colosseo  è stato edificato in epoca Flavia su un’area al limite orientale del Foro Romano. La sua costruzione fu iniziata dall’imperatore Vespasiano nel 72 d.C. ed fu inaugurato dal figlio Tito nell’80 d.C., con ulteriori modifiche apportate durante l’impero di Domiziano.  La struttura esprime con chiarezza le concezioni architettoniche e costruttive romane della prima Età imperiale, basate sulla linea curva e avvolgente offerta dalla pianta ovale e sulla complessità dei sistemi costruttivi. Archi e volte sono concatenati tra loro in un serrato rapporto strutturale.

Il nome “Colosseo” si diffuse solo nel Medioevo e deriva dalla deformazione popolare dell’aggettivo latino “colosseum”, traducibile in “colossale”, come appariva nell’Alto Medioevo rispetto alle casette a uno o due piani o, più probabilmente, dalla vicinanza del Colosso di Nerone che sorgeva nei pressi. Presto l’edificio divenne simbolo della città imperiale, espressione di un’ideologia in cui la volontà celebrativa giunge a definire modelli per lo svago e il divertimento del popolo.

Anticamente il Colosseo era usato per gli spettacoli dei gladiatori e altre manifestazioni pubbliche, come spettacoli di caccia, rievocazioni di battaglie famose, e drammi basati sulla mitologia classica. La tradizione che lo vuole luogo di martirio di cristiani è destituita di fondamento. Non più in uso dopo il VI secolo, l’enorme struttura venne variamente riutilizzata nei secoli, anche come cava di materiale.

Inserito nel 1980 nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO, l’Anfiteatro Flavio è stato anche inserito fra le Nuove sette meraviglie del mondo, a seguito di un concorso organizzato da New Open World Corporation (NOWC). Oggi è un simbolo della città di Roma e una delle sue maggiori attrazioni turistiche sotto forma di monumento archeologico regolarmente visitabile.

 

La Basilica di San Pietro

Purtroppo la mia vacanza è durata solo tre giorni. L’ultimo giorno visitai la Basilica di San Pietro.

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(Il nome completo della Basilica di San Pietro è “Papale arcibasilica patriarcale maggiore di San Pietro in Vaticano.”)

Un pizzico di storia…

La costruzione dell’attuale basilica di San Pietro fu iniziata il 18 aprile 1506 sotto papa Giulio II e si concluse nel 1626, durante il pontificato di papa Urbano VIII, mentre la sistemazione della piazza antistante si concluse solo nel 1667. I disegni originali della basilica vennero trovati nel 1866 dallo storico dell’arte austriaco Heinrich von Geymüller.

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Si tratta tuttavia di una ricostruzione, dato che nello stesso sito, prima dell’odierna basilica, ne sorgeva un’altra risalente al IV secolo, fatta costruire dall’imperatore romano Costantino I sull’area del circo di Nerone e di una contigua necropoli dove la tradizione vuole che san Pietro, il primo degli apostoli di Gesù, fosse stato sepolto dopo la sua crocifissione. Oggi è possibile solo immaginare l’imponenza di questo edificio, immortalata soltanto in alcune raffigurazioni artistiche: l’impianto, arricchito nel corso dei secoli con preziose opere d’arte, era suddiviso in cinque navate con copertura lignea e presentava analogie con quello della basilica di San Paolo fuori le mura, aveva 120 altari di cui 27 dedicati alla Madonna.

Sotto papa Niccolò V (1447-1455), la basilica costantiniana, sopravvissuta ai saccheggi e agli incendi subiti dalla città dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, fu interessata da un progetto di sostanziale trasformazione, affidato a Bernardo Rossellino, che prevedeva il mantenimento del corpo longitudinale a cinque navate coprendolo con volte a crociera sui pilastri che dovevano inglobare le vecchie colonne, mentre veniva rinnovata la parte absidale con l’ampliamento del transetto, l’aggiunta di un coro, che fosse la prosecuzione logica della navata e di un vano coperto a cupola all’incrocio tra transetto e coro. Questa configurazione forse influì in qualche modo sul successivo progetto di Bramante per un rinnovamento totale dell’edificio, che infatti inizialmente conservò quanto già costruito. I lavori cominciarono intorno al 1450, ma con la morte del papa non ebbero ulteriore sviluppo, e furono sostanzialmente fermi durante i pontificati successivi. Una parziale ripresa dei lavori si ebbe tra il 1470 e il 1471 sotto la direzione di Giuliano da Sangallo, che preparò un progetto di ristrutturazione complessiva per Paolo II, ma senza ulteriore seguito.

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. cannella64 ha detto:

    Già Roma è magica, colori,opere meravigliose, sapori e ponentino,il venticello che sussurra nelle serate estive, rendono indimenticabile una ” vacanza romana”.

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  2. romethroughmycamera ha detto:

    L’ha ribloggato su Rome through my camera.

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